Il Culto

I fatti straordinari di guarigione dimostrano al credente che San Pellegrino vive nel Cristo Risorto, e che il Risorto opera per mezzo di lui, suo fedele discepolo. Si avvera così la parola di Gesù, che ha detto: “Io sono la luce del mondo … Voi siete la luce del mondo ” (Gv 9,5; Mt 5,14). Per l’intercessione di San Pellegrino, il Signore si rende presente nella sua Chiesa, cuore dell’umanità. Concede sovente anche la guarigione effettiva dal male fisico. Soprattutto ci aiuta a leggere la nostra croce alla luce della Sua Croce. Così fece San Pellegrino nella sua confidente e umanissima preghiera davanti al Crocifisso, la notte precedente l’intervento chirurgico. La fede non regala facili dispense. Ci insegna, invece, a dare un senso anche a ciò che non sembra aver senso, come il dolore e la morte. I miracoli richiesti dalla Chiesa per la canonizzazione di San Pellegrino si verificarono a Città di Castello, situata nella regione italiana dell’Umbria. Due malati di cancro furono risanati dopo aver invocato il Santo, come taumaturgo e celeste protettore di quanti sono colpiti da questo terribile male. In ogni parte del mondo si moltiplicano i santuari, altari, icone di San Pellegrino Laziosi da Forlì. Migliaia di fedeli lo invocano per essere guariti. A Forlì, in particolare, nel santuario che custodisce il corpo del Santo, si svolge la funzione per i malati ogni mercoledì, alle ore 17. Si raccolgono i nominativi, che vengono deposti vicino alla sua urna. I malati che non possono partecipare di persona o sono lontani, si uniscono a noi, formando una grande catena di preghiere: “Uno per tutti e tutti per uno”. La festa liturgica di San Pellegrino si celebra a Forlì il 1° maggio da tempo immemorabile, con impressionante concorso di popolo e la partecipazione di tutte le maestranze religiose e civili. San Pellegrino, infatti, nel 1942 fu dichiarato Patrono della Città e Compatrono della Diocesi di Forlì-Bertinoro. Nelle altre parti del mondo la festa liturgica è fissata al 4 maggio.